TOP 10 DEI FILM DEL 2019 SECONDO FILM EXPOSURE

2019: un anno ricchissimo di opere fondamentali per il cinema, che vede come protagonisti grandi registi nel loro ultimo periodo di produzioni artistiche, e registi indipendenti che saranno al centro del prossimo decennio cinematografico

The Lighthouse Eggers Top 10 film 2019

Un breve resoconto di alcuni dei migliori film del 2019; un anno davvero ricco di ottimi film tra vecchi registi e autori indipendenti, un’annata che ha dato anche largo spazio alle donne, tra cui il bellissimo Ritratto di una giovane in fiamme di Céline Sciamma, The Farewell di Lulu Wang e Atlantique di Mati Diop, vincitrice del Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2019.
Vediamo alcuni dei titoli più importanti e affasciananti di questo 2019:

10. Midsommar

di Ari Aster

Al suo secondo lungometraggio Ari Aster si riconferma uno degli autori dell’horror più interessanti del cinema contemporaneo. Midsommar è ambientato in una comunità svedese in cui si sta appunto svolgendo il festival di Mezza Estate, e qui vi faranno visita un gruppo di ragazzi americani. Oltre ad una regia molto attenta ed un’estetica personalissima, Midsommar può essere inteso come un viaggio dell’elaborazione del lutto della protagonista Dani, che dopo aver perso la famiglia si inoltra in questo inusuale viaggio. Il film vive di simbolismi e allegorie, richiamati dalle rune e i simboli del folklore scandinavo e germanico. Midsommar è un horror atmosferico, in cui l’orrore è generato per contrasto con un luogo apparentemente idilliaco e soleggiato, ma che non rappresenta mai il male e che non viene quindi mai contrapposto ad un bene ideale. Nonostante l’artificiosità della messa in scena, Midsommar è un folk-horror d’autore che regala momenti di grande cinema che incrementano verso il bellissimo climax finale.

Midsommar Top 10 2019

9. The Beach Bum

di Harmony Korine

Dalla gioventù raccontata in Spring Breakers Korine passa all’età adulta di The Beach Bum, realizzando un ritratto pop di un poeta contemporaneo, Moondog, che vive la sua vita piena di sregolatezze in una Florida ricca, fatta di yacht, ville e rapper. The Beach Bum è un’esaltazione della positività e della spensieratezza, che vede al centro della sua opera un personaggio sopra le righe che incarna il bisogno di libertà assoluta e godimento della vita. Korine realizza dunque un inno pop alla vita, con una narrativa non convenzionale, senza climax, caratterizzata più da un flusso di immagini che da una struttura.

The Beach Bum Top 10 2019

8. Uncut Gems

di Josh e Benny Safdie

I fratelli Safdie, già conosciuti nel mondo del cinema indipendente con il bellissimo Good Time, in Uncut Gems mettono in scena un microcosmo costituito da gioiellieri ebrei, cultura afro e musica elettronica. Un film che porta lo spettatore in una spirale di disagio e insaziabilità, procedendo tra scommesse e scelte sbagliate. Uncut Gems è avvolto da un’atmosfera claustrofobica e caotica, fatta di primi piani e musica onnipresente, con un Adam Sandler sempre nervoso e fastidiosamente verboso. Uncut Gems è un film sul bisogno di scommettere e inseguire la gemma più brillante, in un viaggio tra il morboso e l’affascinante.

uncut gems 2019

7. Dolor y gloria

di Pedro Almodóvar

Pedro Almódovar ritorna con un ritratto autobiografico che alterna infanzia e mezza età. Il protagonista, interpretato da un incredibile Antonio Banderas, è a metà tra le glorie, i riconoscimenti della sua vita da regista e i dolori fisici che è costretto a sopportare. Salvador Mallo, alter-ego del regista, vive con la paura di non poter più fare cinema, e porta in scena tutte le sue debolezze tra cui la droga, gli amori, il rapporto con la madre e la sua crisi creativa. Amor y gloria è l’ di Almódovar, caratterizzato da grandi interpretazioni e un’ottima sceneggiatura in grado di mostrarci l’intimità dei suoi personaggi.

Dolor y gloria Top film 2019

6. J’accuse

di Roman Polanski

Il J’accuse di Polanski è un’epopea narrata tramite un perfezionismo storico maniacale, privato di inutile retorica che spesso si riscontra nei biopic e nei drammi storici del cinema contemporaneo. Con una regia serrata e razionale, Polanski ricostruisce uno spy thriller con un linguaggio attuale, forte, mai banale e sempre intrigante. Un regista che, nonostante le innumerevoli controversie, riesce a creare un’opera monumentale in termini di ricostruzione storica, regia e narrazione.

J

5. Martin Eden

di Pietro Marcello

Il Martin Eden di Pietro Marcello è un’opera affascinante e nostalgica, che mira a rendere universale la figura e la storia di Martin Eden. Il romanzo di Jack London si trasferisce da San Francisco a Napoli, una Napoli di un generico ‘900, dissociata da una vera e propria connotazione temporale e spaziale. Vediamo una società travolta dai grandi ideali e dalle sommosse popolari del XX secolo che si contrappongono ad un personaggio frammentato e incompreso, simbolo dunque della mentalità di tutto il Novecento. Jack London si sposa perfettamente con questa rappresentazione di Napoli, sorretta da una fotografia volutamente invecchiata e nostalgica, che trascina lo spettatore in una grande epopea letteraria più attuale che mai.

Martin Eden Film 2019 top

4. Storia di un matrimonio

di Noah Baumbach

Noah Baumbach mette in scena una pellicola alleniana a tutti gli effetti, che contrappone i due sessi e le loro debolezze, in un commovente ritratto di una separazione. La sceneggiatura si concentra sulle infinite sfaccettature dei due protagonisti, sempre credibili e umani, interpretati da un monumentale Adam Driver e un’ottima Scarlett Johansson. Un film che ci parla d’amore in antitesi con il divorzio alla base della trama del film, che non giudica mai e non fa schierare lo spettatore da nessuna delle due parti. La sceneggiatura, sempre brillante sia nel dramma che nella commedia, mette in risalto la fragilità umana, sia in modo cinico che delicato, andando a descrivere a tutto tondo la storia di una comune coppia. Il film contrappone la New York claustrofobica alla spaziosa Los Angeles, ma anche il cinema e il teatro; una pellicola fatta di poli opposti che si respingono e si attraggono all’infinito.

Storia di un matrimonio film 2019

3. The Lighthouse

di Robert Eggers

Dopo il successo di The VVitch, Robert Eggers torna con un affresco dell’orrore psicologico ambientato in un isola del New England del XIX secolo. La fotografia in bianco e nero e il formato 1,19 : 1 contribuiscono ad esaltare la ricostruzione storica impeccabile e a conferire alla storia un certo realismo che va a mescolarsi con elementi soprannaturali. Già come The VVitch, The Lighthouse è una novella, un racconto popolare di fine ‘800 in cui realtà e immaginazione risultano indistinguibili. The Lighthouse è il racconto di una duplice follia, che attinge le sue radici nella mitologia greca, in particolare i due personaggi ricordano Prometeo e Proteo, richiamati con sequenze simboliche e criptiche nel film. L’estetica del film richiama l’espressionismo tedesco e lo stile ci proietta all’interno di un horror degli anni ’20, attraverso un racconto con reminiscenze shakespeariane e rimandi alla letteratura di Edgar Allan Poe, in particolare al suo racconto incompiuto The Light-House.

The Lighthouse Top 10 2019

2. The Irishman

di Martin Scorsese

Se C’era una volta a… Hollywood è il testamento di Tarantino, forse The Irishman potrebbe essere quello di Martin Scorsese. Tre ore e mezza di grande cinema, di ascesa e caduta di un antieroe, tipica della filmografia del regista italoamericano. Con The Irishman Scorsese ci regala uno sguardo freddo e agghiacciante, distante, che vuole parlarci della fine del cinema gangster, qui impersonificato non solo dalla regia di Scorsese, ma dai tre attori feticcio del genere, ossia Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Strutturato come C’era una volta in America di Sergio Leone, Scorsese si concentra però sull’ultima fase della vita, e i protagonisti non sono mai ritratti giovani. The Irishman è un cinema crepuscolare, che trova il suo massimo splendore nell’ultima mezz’ora finale, agghiacciante e commovente, in cui trapela però la speranza; il finale rappresenta la fine di un genere, impersonificato sia da Martin Scorsese che da un vecchio Robert De Niro che guarda lo spettatore, lasciando una porta aperta di speranza.

The Irishman è un film sul tempo, che viene fatto percepire allo spettatore con la sua incredibile durata, e, più propriamente, un film sulla senilità travestito da gangster. La morte è il fulcro che lega tutti i personaggi che spesso ci vengono introdotti con un breve epitaffio e, inevitabilmente, se ne andranno uno ad uno. Un film che come il precedente Silence racconta anche la fede di Scorsese, che rimane l’unica speranza a cui aggrapparsi quando giunge la fine del cinema gangster. The Irishman è un film monumentale che difficilmente potrà essere eguagliato nel suo genere in termini di grandezza e importanza.

The Irishaman Film 2019

1. C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD

di Quentin Tarantino

C’era una volta a… Hollywood è un film che omaggia il cinema e riflette sul mezzo cinematografico. La storia, qua rappresentata in modo accurato e maniacale, va a sovrapporsi alla finzione cinematografica, conferendo dunque al cinema la capacità di riscrivere la storia. Il titolo del film non è solo una citazione a Sergio Leone, bensì richiama la fiaba, una fiaba tarantiniana che rende il suo cinema una possibilità. C’era una volta a.. Hollywood è un what if, è la possibilità artistica del cinema di cambiare il corso degli eventi.
Il film fa un discorso sui generi che hanno fatto crescere Tarantino come autore, come appunto i B-movies e gli spaghetti western, attribuendogli una funzione salvifica per il cinema d’autore. Sharon Tate è in questo senso simbolo del cinema di Tarantino, quello d’autore, che viene salvato da un cinema di serie B, rappresentato dai fittizi Cliff Booth e Rick Dalton, quel cinema su cui ha modellato la sua carriera e che viene spesso inglobato dal cinema postmoderno.
C’era una volta a… Hollywood può essere visto in questo senso come il testamento di Tarantino, il quale gioca con il mezzo cinematografico, le icone e soprattutto il metacinema. Sharon Tate in una sequenza cruciale guarda lo spettatore, che siamo noi, e osserva le sue reazioni, mentre al contempo Rick Dalton gioca con la finzione e la realtà con il film dentro al film.
C’era una volta a… Hollywood è film nostalgico fatto di atmosfere, che non solo segna l’apice della carriera di Quentin Tarantino, ma si presenta come uno dei titoli più importanti del 21° secolo.

C'era una volta a Hollywood Film Exposure
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