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THE FAVOURITE – RECENSIONE

IL PRIMO FILM IN COSTUME DI YORGOS LANTHIMOS

Una commedia grottesca e spiazzante

Il controverso regista greco Yorgos Lanthimos, incanta il Lido di Venezia con la sua commedia in costume, The Favourite.

Per la prima volta Lanthimos abbandona lo stile freddo e analitico dei suoi precedenti lungometraggi, e si allontana dalla rappresentazione della società contemporanea, ambientando il suo film nel XVIII secolo.

The Favourite si presenta come una commedia dai toni grotteschi e paradossali, alternando momenti di pura comicità ad altri più raccapriccianti e tragicomici. Ma nella sua assurdità The Favourite funziona dalla prima all’ultima scena, cattura lo spettatore e lo travolge in uno spettacolo sopra le righe.

La sceneggiatura, per la prima volta non curata da Lanthimos, è brillante e talvolta spiazzante, sostenuta da una regia dinamica e un montaggio particolarmente azzeccato.

The Favourite è una commedia d’autore mai autoreferenziale, che vive di inquadrature grandangolari, panoramiche a schiaffo e frequenti fisheye, accompagnate da musiche classiche alla Barry Lyndon.

Lanthimos ci regala una pellicola priva dei suoi classici simbolismi e di quell’inquietudine onirica che caratterizzava i suoi precedenti lavori, riuscendo comunque ad essere coerente nella sua impronta stilistica.

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Un ritratto al femminile di un gioco di potere e gelosia

Lanthimos non si ferma però alla forma, ma scava a fondo nell’animo umano, portando alla luce i comportamenti di tre donne, che divengono mano a mano sempre più agghiaccianti.

Il terzetto formato dalla Regina Anna (Olivia Colman), Sarah Churchill (Rachel Weisz) ed Abigail Masham (Emma Stone), mette in scena un gioco di gelosie, di potere, sfociando nella commedia a sfondo erotico.

Le tre attrici danno vita a dei personaggi unici e dinamici, regalando al cinema tre intepretazioni di altissimo livello. Colpisce Emma Stone in un ruolo così dissacrante e sopra le righe, riuscendo ad azzeccare tempistiche e toni fino alla fine del film.

The Favourite è probabilmente uno dei migliori lungometraggi realizzati fin’ora dal regista greco, seppur leggermente lontano dalla sua impronta registica.

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80/100

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