Venezia 75

I TOP E I FLOP DI VENEZIA 75

DOPO LA VISIONE DEI FILM IN CONCORSO, SI APRONO LE SCOMMESSE PER IL LEONE D’ORO

Venezia 75: grandi film in concorso ma nessun capolavoro

Siamo giunti alla fine della 75esima Mostra internazionale dell’arte cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Manca pochissimo all’assegnazione del Leone d’Oro, ed è difficilissimo fare un pronostico considerando che la qualità dei film quest’anno è stata superiore a quella della scorsa edizione, ma nessun titolo ha spiccato in particolar modo.

Vediamo la Top 5 dei film in concorso:

5. THE SISTERS BROTHERS (Jacques Audiard)

Il western di Jacques Audiard potrebbe mettere d’accordo tutti, ma allo stesso tempo risultare fin troppo semplice e lineare per vincere un premio così importante. Ad ogni modo, sono da tenere d’occhio per la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile John C. Reilly e Joaquin Phoenix.

4. KILLING (Shin’ya Tsukamoto)

L’ultimo film di Tsukamoto è una vera e propria opera d’arte, un film pieno di tensione e orrore, ricco di spunti interessanti di regia e sicuramente uno dei migliori titoli in lizza per il Leone d’Oro.

3. VOX LUX (Brady Corbet)

Vox Lux è la sorpresa di Venezia 75, anche se probabilmente non porterà a casa nulla visti i fischi ricevuti in sala. Con questo film Corbet ha dimostrato di poter creare qualcosa di originale nel genere musicale. Natalie Portman potrebbe sperare però di vincere la Coppa Volpi, seppur la sua interpretazione risulti un po’ sopra le righe.

2. ROMA (Alfonso Cuarón)

Alfonso Cuarón avrebbe già il Leone d’Oro in mano se non fosse per la vittoria del collega messicano del Toro dello scorso anno, che potrebbe far gridare al “complotto”. Ad ogni modo, questo film semi autobiografico potrebbe far concordare tutti con una sua possibile vittoria.

1. THE FAVOURITE (Yorgos Lanthimos)

Il film di Lanthimos è stato una grandissima sorpresa anche per i più scettici e non estimatori del regista greco. Forse The Favourite, ad oggi il film più commerciale di Lanthimos, potrebbe far vincere la Coppa Volpi ad una delle tre protagoniste: Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz, a mio parere le migliori attrici di questa edizione.

Fra i migliori film in concorso è impossibile non citare Suspiria che, nonostante l’eccessiva lunghezza e i difetti di sceneggiatura, conquista con la grandissima regia di Guadagnino sempre originale e sempre esplosiva. Notevole inoltre l’ultimo film di Chazelle, First Man, che mette sotto un’altra luce l’american dream.

the-favourite-venezia-75

La Mostra ha presentato altri titoli degni di nota che non rientrano però fra i migliori, fra cui è doveroso citare Sunset, che si perde però in un intreccio non chiaro, The Ballad of Buster Scruggs che non convince appieno in tutti i suoi episodi, e Capri-Revolution, il film di Martone che conquista con le sue atmosfere evocative e oniriche.

Meno convincente il Peterloo di Mike Leigh, che ci regala una lezione di storia di tre ore, ma si dimentica dell’arte cinematografica. Deludente anche At Eternity’s Gate, che risulta un po’ pretenzioso e ripetitivo, cadendo talvolta nel ridicolo e nell’autoreferenziale. Curioso invece il caso di Opera senza autore (Werk Ohne Autor) che è stato innalzato a capolavoro dal pubblico e stroncato dalla critica. Il film di von Donnersmarck è in realtà un prodotto che procede di cliché in cliché nelle prime due ore, arrivando però in un’ultima ora convincente e piuttosto intrigante.

The Ballad of Buster Scruggs Venezia 75

Passiamo adesso però ai flop della Mostra:

4. THE MOUNTAIN (Rick Alverson)

Il film di Alverson è delirante e al limite del non-sense; nonostante l’estetica originale, The Mountain si perde nello sviluppo di un qualsiasi filone narrativo e finisce per presentare scene al limite del ridicolo, come i monologhi di Denis Lavant. Un film che vuole essere autoriale a tutti i costi, ma finisce per essere soltanto un prodotto agghiacciante.

3. THE NIGHTINGALE (Jennifer Kent)

Il film di Jennifer Kent è un susseguirsi di luoghi comuni sull’uomo bianco nell’Australia al tempo del colonialismo. Il film è pieno di violenza gratuita e immotivata da parte dell’antagonista, che viene banalizzato assieme alla figura dell’aborigeno. Inoltre sono numerosissime le sequenze alquanto improbabili utilizzate per far procedere e incrociare i filoni narrativi, sempre prevedibili e piuttosto ridicoli. The Nightingale è un revenge-movie a metà, che si perde nello sviluppo della trama per focalizzarsi sulla retorica.

2. 22 JULY (Paul Greengrass)

Viene da domandarsi perché il film di Greengrass sia stato selezionato per gareggiare in concorso, visto che lo stile di narrazione potrebbe essere più adatto al piccolo schermo. 22 July vuole parlare troppo raccontando l’attentato, il processo, la storia di una vittima, quella dell’avvocato e il pensiero dell’attentatore in un unico film. Così facendo 22 July non dice niente di nuovo, sfocia nella retorica narrando l’ennesima storia di vittimismo, e mette in secondo piano la parte che poteva rivelarsi la più interessante e sconosciuta, ovvero le motivazioni e i pensieri dell’attentatore di Utoya.

1. ACUSADA (Gonzalo Tobal)

Come il precedente anche Acusada ripropone i classici stilemi da film televisivo trasmesso la domenica pomeriggio su Rete 4. Acusada è un prodotto carino che non ha però nulla a che vedere con la Mostra di Venezia, o perlomeno con la sezione dei film in concorso. Acusada racconta un processo nella maniera più tradizionale e banale possibile, non tentando nemmeno di aggiungere qualcosa di nuovo a questa tipologia di film che intasano la televisione ogni giorno.

Purtroppo non ho potuto visionare tre dei film in concorso e non ho modo di esprimerne un giudizio.
Adesso non ci resta che aspettare la resa dei conti.

Acusada Venezia 75
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